Ponte ipnotico

L’ipnosi ci per­mette di get­tare un ponte utile tra pas­sato e pre­sente uti­liz­zando le tec­ni­che di regres­sione.

La regres­sione è una tec­nica ipno­tica molto utile e potente con cui il cliente è por­tato indie­tro nel tempo, fino al momento del primo ricordo di un evento distur­bante, causa del problema.

La regres­sione si applica sia quando esi­ste una causa nota e appa­ren­te­mente col­le­gata con il pro­blema, sia quando ci sono paure inde­ter­mi­nate, stati di ansia che non hanno una causa appa­rente e che non hanno un periodo di nascita defi­nito, ma sem­brano essere sem­pre stati pre­senti nella vita di una persona.

La regres­sione in se non è un feno­meno ipno­tico, poi­ché ci tro­viamo costan­te­mente in regres­sione ogni volta che ricor­diamo un evento, oppure quando uno sti­molo esterno genera un ricordo e spe­ri­men­tiamo le sen­sa­zioni che si accom­pa­gnano a quel ricordo. L’evento esterno può essere una can­zone, un luogo, una frase ascol­tata per caso. A chiun­que è capi­tato di rivi­vere la situa­zione, ria­scol­tando una vec­chia can­zone, di tro­varsi nel luogo e nel tempo i cui era stata sen­tita la prima volta, spe­ri­men­tando nuo­va­mente tutte le sen­sa­zioni, i luo­ghi e gli eventi acca­duti in quel momento.

La regres­sione può essere spe­ri­men­tata su più livelli: a volte si ricorda solo un’immagine, a volte sol­tanto un discorso, altre volte il ricordo è così intenso che ci si sente tra­spor­tati nel pas­sato, così total­mente da dimen­ti­care il pre­sente e rivi­vere la situa­zione tra­scorsa. Ogni volta che abbiamo un sogno ad occhi aperti che riguarda qual­cosa che ci è acca­duta nel pas­sato, ci tro­viamo in una situa­zione di regres­sione, e spesso que­ste regres­sioni acca­dono del tutto spon­ta­nea­mente. Durante l’ipnosi le regres­sioni sono fatte si pro­po­sito, con lo scopo di far rivi­vere un fatto acca­duto nel passato.

Tra le varie tec­ni­che per rea­liz­zare una regres­sione quella deno­mi­nata Affect Bridge si basa sull’associazione tra lo stato emo­tivo del pro­blema cor­rente con quello di un ricordo pre­ce­dente. Attraverso le emo­zioni spe­ri­men­tate nel pre­sente, si crea un ponte affet­tivo con il pas­sato, quando le stesse sen­sa­zioni furono spe­ri­men­tate la prima volta.

Realizzare que­sta tec­nica è rela­ti­va­mente sem­plice. Al cliente è chie­sto di ripro­durre durante la seduta lo stato pro­ble­ma­tico, pro­vando le emo­zioni che que­sto suscita usual­mente. Questo stato può essere pro­lun­gato con un con­teg­gio, in modo da fis­sarlo nella mente del cliente e inten­si­fi­carlo. Fatto que­sto si chiede al cliente di andare alla prima volta in cui que­sto evento è stato spe­ri­men­tato. Ci sono molti modi per farlo, come il con­teg­gio, o richie­den­dolo tra­mite sug­ge­stioni dirette e indirette.

Ad esem­pio, dopo avere ripro­po­sto le emo­zioni asso­ciate alla situa­zione pro­ble­ma­tica, si può chie­dere al sog­getto: ” lascia che il tempo giri al con­tra­rio … trova il sen­tiero nella strada del tempo … lascia che la tua mente trovi la strada … lascia che la tua mente trovi il ricordo … il ricordo di quella sen­sa­zione … lo stai cer­cando e lo stai tro­vando … viene da te … e quando è arri­vato … fai un cenno di sì con la testa …”.

Una volta com­ple­tato il pro­cesso di regres­sione, ini­zia la parte inte­rat­tiva della seduta, inte­ra­gendo con il cliente. Le domande devono essere for­mu­late in maniera neu­tra, per­ché l’ipno­ti­sta non deve inter­fe­rire con i ricordi della regres­sione, con­ta­mi­nan­doli con domande ten­den­ziose, che nascono un pre­sup­po­sto o fer­mano l’attenzione su luo­ghi, situa­zioni par­ti­co­lari ine­si­stenti, intro­dotti dalla domanda stessa.

Un esem­pio di una regres­sione di una gio­vane donna:

“ … era­vamo in due, davanti alla porta del nego­zio, e poi cor­re­vamo insieme …”

E quella bam­bina che cor­reva con te come si chiamava?”

Non era una bam­bina”

Trattandosi si una gio­vane donna in regres­sione, l’ipnotista ha infe­rito il sesso, sba­gliando. La domanda cor­retta sarebbe stata “E chi cor­reva con te, come si chia­mava?”, oppure “E quando cor­re­vate insieme, con chi correvi?”.

Basta un minimo errore per intro­met­tersi in maniera fur­tiva nei ricordi di una per­sona, e alte­rarli in maniera pro­fonda. Nel caso ripro­dotto sopra l’errore è stato cor­retto, ma ce ne sono altri che pos­sono pas­sare inav­ver­ti­ta­mente, e e che non sono notati né dall’ipnotista né dalla cliente. E’ sem­pre una buona idea ria­scol­tare una seduta di regres­sione, per capire se sono state seguite scru­po­lo­sa­mente tutte le regole del lin­guag­gio pulito.

Secondo Stephen Wolinsky, la regres­sione d’età è spe­ri­men­tata fre­quen­te­mente da cia­scuno di noi su base gior­na­liera. Infatti “Solo 30 secondi dopo essere stati ripresi dal capo, sposa, o amico tutti noi sap­piamo come ci si sente a tor­nare indie­tro psi­co­lo­gi­ca­mente ed emo­ti­va­mente”. In pra­tica siamo tutti sog­getti a rivi­vere le sen­sa­zioni e le emo­zioni che non siamo riu­sciti ad inte­grare da bam­bini per qual­che ragione. Per que­sto piut­to­sto che essere ipno­tiz­zati per regre­dire, si è de-ipnotizzati dal feno­meno di regres­sione che auto­ma­ti­ca­mente ci porta in trance ogni volta che si veri­fica un certo evento. Un modo nuovo e molto ori­gi­nale di pen­sare ai feno­meni della trance e ai comportamenti.

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