Metodo Jacobson — la versione competa — 1

Il metodo Jacobson, ela­bo­rato da Edmund Jacobson inse­gna a pas­sare da uno stato di ten­sione a uno di com­pleto rilas­sa­mento in pochi minuti o anche meno. E’ una tec­nica di rilas­sa­mento pro­gres­sivo, che coin­volge tutta la musco­la­tura del corpo e porta a un rilas­sa­mento musco­lare pro­fondo e duraturo.

Il per­corso di appren­di­mento pro­po­sto da Edmund Jacobson per rag­giun­gere que­sti risul­tati, è effi­cace, ma non rapido, per cui se volete per­cor­rere que­sta strada, dovete armarvi di molta pazienza: la fretta è una cat­tiva con­si­gliera, e se si vuole impa­rare rapi­da­mente, biso­gna andare piano.

Il metodo Jacobson pre­vede una serie di eser­cizi pro­gres­sivi che devono essere ese­guiti con moda­lità pre­sta­bi­lite, par­tendo da un brac­cio e arri­vando fino agli occhi. Il metodo Jacobson prende il nome di rilas­sa­mento pro­gres­sivo per i seguenti tre aspetti (Cit. “You must Relax” Jacobson 1942 seconda edizione):

  1. Il sog­getto rilassa un gruppo, per esem­pio i muscoli che pie­gano il brac­cio destro, sem­pre di più ogni minuto.
  2. Impara a rilas­sare uno dopo l’altro i prin­ci­pali gruppi musco­lari del suo corpo. Ad ogni nuovo gruppo rilassa con­tem­po­ra­nea­mente quelle parti su cui ha fatto pre­ce­den­te­mente pratica.
  3. Praticando giorno dopo giorno, in base alla mia espe­rienza, pro­gre­di­sce verso un’abitudine di riposo — tende verso uno stato in cui la calma si man­tiene automaticamente.

Gli eser­cizi di rilas­sa­mento pro­gres­sivo non sono dif­fi­cili, ma solo la cor­retta moda­lità di ese­cu­zione ci con­sente di appren­dere come rilas­sare i vari gruppi musco­lari come pro­po­sto da Edmund Jacobson. Imparare a rilas­sare i sin­goli gruppi, prende un certo tempo e la pra­tica deve essere quo­ti­diana ed ese­guita per almeno un’ora. Riguardo alla pra­tica non ci sono vie di mezzo: è neces­sa­ria, niente pra­tica, niente risul­tati. Il metodo Jacobson, come dice lo stesso autore, è fisico e non men­tale : “Il metodo non è magico. Non cerca, come l’ipnosi o la sug­ge­stione, di otte­nere i suoi effetti durante una notte.”.

Se appren­dete il metodo Jacobson di rilas­sa­mento pro­gres­sivo con un esperto, che è la solu­zione migliore per evi­tare errori ed otte­nere risul­tati otti­mali, dovete pre­ve­dere almeno due incon­tri a set­ti­mana, oltre all’addestramento quo­ti­diano. La super­vi­sione di un esperto evita gli errori ini­ziali, che se pro­tratti nel tempo, diven­tano vizi, abi­tu­dini che è poi dif­fi­cile estir­pare e che sono spesso causa dell’insuccesso nell’applicare il metodo Jacobson.

Il primo appren­di­mento si fa da sdra­iati, poi si passa alla posi­zione seduta, e quando si sono rag­giunti dei risul­tati, quando si è in grado di distin­guere le pro­prie ten­sioni musco­lari, si uti­lizza il metodo Jacobson di rilas­sa­mento pro­gres­sivo durante le nor­mali atti­vità quotidiane.

La pra­tica del metodo Jacobson si svolge attra­verso una serie di eser­cizi pre­or­di­nati e l’osservanza di una serie di regole, valide per tutti.

Regole Base

  • Decidete se ini­ziare da soli o con la super­vi­sione di un esperto.
  • Trovate le risorse, il tempo e il luogo per effet­tuare gli eser­cizi. Programmate un’ora al giorno a vostra com­pleta disposizione.
  • Scegliete il luogo. Deve essere tran­quillo, com­pa­ti­bil­mente con l’ambiente cir­co­stante. Per tutta la durata dell’esercizio, non dovute essere inter­rotti dalle incom­benze quo­ti­diane: figli, mariti, mogli, amanti tele­fono e qua­lun­que altra cosa. Avete un’ora SOLO per voi.
  • All’inizio si pra­tica da sdra­iati. Usate un divano, una stuoia, qua­lun­que sup­porto su cui potete sdra­iarvi, stando comodi e con le brac­cia a fianco del corpo e leg­ger­mente distaccate.
  • Se vi piace uti­liz­zate un cuscino per soste­nere la testa, ma non è necessario.
  • La posi­zione ini­ziale è sdra­iati sulla schiena con gli occhi che guar­dano il sof­fitto. Le brac­cia sono a fianco del corpo, con le mani stac­cate di una decina di centimetri.
  • Si rimane in silenzio
  • Si comin­cia con gli occhi aperti per alcuni minuti, durante i quali si sta sem­pli­ce­mente sdra­iati, poi si chiu­dono gli occhi.

Esercizi

Gli eser­cizi devono essere ese­guiti solo quando tutte le regole pre­ce­denti siano state seguite. L’elenco degli eser­cizi di rilas­sa­mento pro­gres­sivo da effet­tuarsi è il seguente:

  1. Braccia
    1. bici­pite
    2. tri­ci­pite
    3. avam­brac­cio
  2. Gambe
    1. pol­pac­cio
    2. coscia
    3. fles­sori (psoas)
  3. glu­tei
  4. addome
  5. schiena
  6. gab­bia toracica
  7. collo
  8. volto
    1. fronte
    2. occhi

Apprendimento

Il tempo di appren­di­mento di ogni sin­golo gruppo musco­lare dura circa quat­tro giorni. L’apprendimento si basa su una serie di eser­cizi che inse­gnano a rico­no­scere la TENSIONE del muscolo stesso.

Jacobson nota che non tutti sanno rico­no­scere le ten­sioni musco­lari, soprat­tutto i sog­getti molto tesi, per i quali la ten­sione di un muscolo o un gruppo musco­lare, è la norma.

Una volta rico­no­sciuta la ten­sione, si impara a rilas­sare il muscolo con­tratto. Alla fine dell’apprendimento, si potrà rilas­sare nel giro di minuti o anche meno.

L’obiettivo che si pre­figge il metodo Jacobson è quello di impa­rare a rilas­sarsi fino al punto di eli­mi­nare qua­lun­que ten­sione resi­dua. Come nota Jacobson nel suo libro “You must relax”: “Quando una per­sona non adde­strata sta sdra­iata sul divano, quieta quanto può, sia i segnali esterni che i test rive­lano che il rilas­sa­mento non è per­fetto. Rimane quella che chiamo ‘ten­sione resi­dua’ … Eliminare la ten­sione resi­dua è, quindi, la carat­te­ri­stica essen­ziale del pre­sente metodo.”.

Nelle seguenti parti di que­sto arti­colo saranno pre­sen­tati gli eser­cizi per ogni sin­golo gruppo musco­lare, per per­met­tervi di appren­dere il metodo Jacobson nella sua forma com­pleta, così come descritta ori­gi­na­ria­mente dall’autore. All’inizio dovrete fare molta atten­zione all’esecuzione degli eser­cizi, ma una volta appresi l’attenzione richie­sta sarà sem­pre minore, come ci fa notare lo stesso Edmund Jacobson: “Una volta col­ti­vato il rilas­sa­mento, pro­cede, al meglio, auto­ma­ti­ca­mente con poca o nulla atten­zione cosciente.

Leggi la seconda parte jacobson-il-metodo-completo– seconda parte
Leggi la terza parte jacobson-il-metodo-completo-terza parte

2 Responses to “Metodo Jacobson — la versione competa — 1”

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  1. Riccardo says:

    Ho letto sia que­sto arti­colo che i tre dedi­cati alle innu­me­re­voli tec­ni­che di rilas­sa­mento. Qual’è la dif­fe­renza, soprat­tutto in ter­mini di effi­ca­cia nel cam­biare un com­por­ta­mento radi­cato, tra le tec­ni­che descritte (sofro­lo­gia, trai­ning auto­geno…) e l’ipnosi?

    • ipnoguida says:

      Nessuna, quando fun­zio­nano.
      Esistono molte tec­ni­che, per­ché esi­stono per­sone diverse, e ognuno ha adat­tato i prin­cipi del rilas­sa­mento alla pro­pria filo­so­fia di vita e alle pro­prie cre­denze.
      L’offerta è ampia e cia­scuno può sce­gliere quella che più fa al caso suo, con cui si trova meglio o che gli piace pra­ti­care più delle altre.
      L’ipnosi non ha biso­gno del rilas­sa­mento per agire, ma ad ogni stato di rilas­sa­mento si asso­cia sem­pre uno stato ipno­tico.
      L’ipnosi a dif­fe­renza delle tec­ni­che di rilas­sa­mento è più veloce, per­ché non ha tempi di appren­di­mento. Molte delle tec­ni­che illu­strate pre­ve­dono come nell’ipnosi l’uso delle sug­ge­stioni in forma più o meno masche­rata, per cui, alla fine, sono ipnosi sotto un altro nome.

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