Suggestioni indirette — prima parte

Abbiamo par­lato altrove di sug­ge­stioni dirette, ossia di istru­zioni di com­por­ta­mento for­mu­late in maniera diret­tiva, sotto la forma di comandi: “Le tue pal­pe­bre diven­tano pesanti, sem­pre più pesanti …”.

La sug­ge­stione diretta richiede sem­pre una rispo­sta visi­bile, misu­ra­bile, e costi­tui­sce essa stessa un indi­ca­tore dello stato di ipnosi, poi­ché la sua ese­cu­zione indica la respon­si­vità del soggetto.

Le sug­ge­stioni indi­rette (SI) al con­tra­rio, non richie­dono una rispo­sta diretta, piut­to­sto pre­sen­tano l’idea della rispo­sta in maniera impli­cita o coperta. Nel secondo caso si parla anche di ipnosi nasco­sta (covert hyp­no­sis) o conversazionale.

Esempi di sug­ge­stioni indi­rette sono:

Mi chiedo quale brac­cio sia più leg­gero … il destro o il sini­stro?“
“Comincerai ad andare in trance quando le tue pal­pe­bre si chiu­de­ranno o prima?“
“Sai tutti pos­sono rilas­sarsi più velo­ce­mente di quanto credono”

La prima delle sug­ge­stioni pre­ce­denti, richiede il sol­le­va­mento di un brac­cio, e implica che sicu­ra­mente un brac­cio si sol­le­verà, per­ché la domanda è un dop­pio legame, una falsa alter­na­tiva. La stessa sug­ge­stione in forma diretta sarebbe stata: “Il tuo brac­cio destro (o sini­stro) comin­cia a sol­le­varsi”, o qual­cosa di analogo.

L’obiettivo che si pro­pone la for­mu­la­zione delle sug­ge­stioni in forma indi­retta è quello di sti­mo­lare la crea­zione di un effetto (“sol­le­va­mento del brac­cio”) in maniera incon­scia, sfrut­tando le cono­sce e le espe­rienze di appren­di­mento del sog­getto. La sug­ge­stione indi­retta si con­fi­gura come un aiuto for­nito al sog­getto in ipnosi per la ricerca di signi­fi­cati ed espe­rienze che già pos­siede o per la crea­zione di nuove espe­rienze e nuovi significati.

Le SI sono uti­liz­zate per con­fon­dere e depi­stare, lasciando al sog­getto la respon­sa­bi­lità di deci­dere il signi­fi­cato esatto della richie­sta for­mu­lata dalla sug­ge­stione, atti­vando quella che è chia­mata ricerca trans­de­ri­va­zio­nale, il pro­cesso di ricerca di ele­menti ed espe­rienze nel pas­sato che sono in rela­zione con la richie­sta effettuata.

Poiché la for­mu­la­zione della sug­ge­stione indi­retta lascia spa­zio a dif­fe­renti alter­na­tive, la ricerca è effet­tuata dal sog­getto in ipnosi tro­verà la solu­zione migliore per il sog­getto stesso.

Le SI evi­tano, secondo i loro soste­ni­tori, le resi­stenze del sog­getto, che non si rende conto di rispon­dere ad una sug­ge­stione e non può, di con­se­guenza, rifiu­tarla. La sug­ge­stione diretta, vice­versa, essendo “visi­bile” al sog­getto, può sem­pre essere rifiutata.

Storicamente le sug­ge­stioni dirette sono state le uni­che sug­ge­stioni uti­liz­zate, insieme alle mani­po­la­zioni come i passi, per indurre l’ipnosi, fino a quando non si è comin­ciato a far ricorso a tec­ni­che dif­fe­renti, che non richie­dono l’induzione di una trance for­male, ma sono som­mi­ni­strate sotto forma di una nor­male conversazione.

L’insieme delle tec­ni­che indi­rette d’ipnosi è cono­sciuto come Milton Model, da Milton Erickson, che usò que­ste tec­ni­che nella sua pra­tica cli­nica. Lo stu­dio suc­ces­sivo di que­ste tec­ni­che da parte di nume­rosi stu­diosi (Rossi, Bandler, Grinder, Zeig, Haley, etc.), ha por­tato alla defi­ni­zione di un serie di regole lin­gui­sti­che, che costi­tui­scono appunto il Milton Model, e che sono alla base di altre disci­pline, come la PNL.

Il Milton Model

E’ un insieme di modelli lin­gui­stici usati per for­mu­lare sug­ge­stioni in modo tale da sca­val­care la mente con­scia e le resi­stenze del sog­getto, e acce­dere diret­ta­mente alle risorse incon­sce del sog­getto, favo­rendo così i cam­bia­menti di comportamento.

Probabilmente ci sono defi­ni­zioni migliori e più arti­co­late, ma nes­suna defi­ni­zione che abbia un senso può fare a meno di pren­dere in esame i modelli lin­gui­stici, che sono il cavallo di Troia con cui intro­durre le sug­ge­stioni nella mente del soggetto.

Di seguito c’è una serie di esempi sull’utilizzo del Milton Model che illu­strano l’utilizzo di alcuni dei modelli lin­gui­stici ela­bo­rati da Milton Erickson.

Gli esempi non sono dati in nes­sun ordine par­ti­co­lare, e l’elenco non vuole essere com­pleto. Per saper come fun­ziona l’ipnosi Ericksoniana puoi comin­ciare dal primo di una serie di arti­coli che costi­tui­sco un corso intro­dut­tivo all’ipnosi Ericksoniana

Equivalenza com­plessa

E’ una sug­ge­stione di impli­ca­zione attra­verso l’equivalenza di due ele­menti che non sono in rela­zione logica tra loro.

La for­mula che descrive l’equivalenza com­plessa è nella forma

prima parte” = “seconda parte”

Se quanto affer­mato nella prima parte è vero allora è vero anche quanto affer­mato nella seconda.

se leggi que­sta frase” signi­fica “che ti senti già molto meglio“
“quando gli occhi si chiu­dono” signi­fica “che stai impa­rando ad andare in trance“
“vederti su quella mon­ta­gna” dimo­stra ” che oggi hai preso una deci­sione impor­tante “
“e il brac­cio sol­le­vato in aria ” vuol dire “che stai cam­biando” e che “sarai felice di que­sto ” per­ché “avevi già deciso di cambiare”

Per rea­liz­zare un’equivalenza com­plessa, basta sosti­tuire il segno “=” con signi­fica, vuol dire che, oppure con un altro verbo se non è pos­si­bile uti­liz­zare signi­fica nel con­te­sto della frase.

Comando inne­stato

Il comando inne­stato è una sug­ge­stione inse­rita nella nor­male con­ver­sa­zione. Per que­sto passa inos­ser­vato e viene evi­den­ziato durante la for­mu­la­zione delle sug­ge­stioni modi­fi­cando leg­ger­mente il tono della voce, con una sot­to­li­nea­tura ana­lo­gica che viene avver­tita dall’inconscio del sog­getto ma che deve essere asso­lu­ta­mente inav­ver­tita dalla sua coscienza, che si sen­ti­rebbe altri­menti mani­po­lato da que­sta manovra.

Comando da inne­stare: “ti senti vera­mente ecci­tato da que­sta prospettiva”

… quindi mi chiedo se non ti senti vera­mente pronto a sca­lare quella mon­ta­gna, ed ecci­tato all’idea di vedere le cose dalla cima, da que­sta pro­spet­tiva così differente …”

Il comando inne­stato può essere rea­liz­zato anche con un gioco di parole, come in que­sta stu­penda frase di Milton Erickson :“It’s inte­re­sting when you have to start from scratch because nobody knows what things are going to be like” (“E’ inte­res­sante quando devi comin­ciare da capo (scratch=grattare) per­ché nes­suno sa (Knows omo­fono nose=naso) quali cose di piaceranno”)

in cui al comando inne­stato si asso­cia l’omofonia knows=nose=naso e la frase fatta “begin from scratch = comin­ciare da capo, che con­tiene il verbo scratch che signi­fica grat­tare. Utilizzando sapien­te­mente il tono della voce per evi­den­ziare le parole scratch e knows, e gio­cando sull’ambiguità seman­tica della pro­nun­cia di knows, il sog­getto riceve la sug­ge­stione indi­retta di grat­tarsi il naso: “scratch nose= grat­tati il naso”.

Disseminazione (Suggestioni disseminate)

Consiste nel disper­dere le sug­ge­stioni all’interno di un discorso più gene­rale, inno­cuo agli occhi del sog­getto. Ognuna delle sug­ge­stioni dis­se­mi­nate nel discorso deve essere evi­den­ziata da una sot­to­li­nea­tura ana­lo­gica, facendo la mas­sima atten­zione a non ren­derla evi­dente al sog­getto che l’avvertirebbe come una manipolazione.

Implicazione di causa ed effetto

Consiste nel con­net­tere insieme due ele­menti in un legame di causa ed effetto: la prima parte causa la seconda, se la prima parte è vera lo è anche la seconda.

prima parte” ==> “Seconda parte”

Prima parte” per­ché, allora “seconda parte”

se sei arri­vato fino a qui” allora “hai il potere di cam­biare“
“quando la tua mano” tocca la fac­cia “i tuoi occhi si chiu­dono“
“tu non devi più magiare tanto” per­ché “così tante per­sone hanno biso­gno di te”

Postulati di conversazione

Sono domande a cui è pos­si­bile rispon­dere “si” o “no” ma che in realtà richie­dono uno spe­ci­fico comportamento.

Puoi rilas­sarti men­tre conti da 5 a 0 ?“
“Mi chiedo se non noti un cam­bia­mento di atmo­sfera intorno a te“
“Puoi con­cen­trare lo sguardo su quel punto?“
“Mi chiedo se puoi imma­gi­nare una casa“
“Mi chiedo se puoi sen­tirti spro­fon­dare nella sedia”

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