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Ipnosi a distanza

Pubblicato il 21/10/2009 da Alessandro Guidi in Autoipnosi, Ipnosi 5 Commenti
Home» Autoipnosi » Ipnosi a distanza

Per molti l’ipnosi è una scienza, per altri un’arte, e que­sto dis­si­dio dif­fi­cil­mente sarà risolto, essendo i due schie­ra­menti divisi non dai fatti osser­vati o dai risul­tati otte­nuti, ma da una visione del mondo com­ple­ta­mente dif­fe­rente, che non può essere ricom­po­sta uti­liz­zando la logica. Nono­stante que­sta pro­fonda divi­sione, entrambi gli schie­ra­menti hanno saputo uti­liz­zare l’ipnosi in maniera crea­tiva, spe­ri­men­tando tec­ni­che che non richie­dono neces­sa­ria­mente la vici­nanza dell’operatore e del sog­getto né l’utilizzo della parola.

Que­ste tec­ni­che per­met­tono di espan­dere il con­te­sto di uti­liz­za­zione dell’ipnosi sia in ter­mini di spa­zio, per­ché il sog­getto può essere in qua­lun­que luogo si possa sta­bi­lire un con­tatto con l’ipno­ti­sta, sia in ter­mini di
infatti sarà pos­si­bile ope­rare su sog­getti che non pos­sono bene­fi­ciare delle con­ven­zio­nali tec­ni­che di ipnosi verbale.

Indu­zione a distanza

Se pen­siamo che l’ipnosi debba avere un set­ting pre­ciso, limi­tiamo il suo rag­gio di azione allo stu­dio dell’ipnotista e al suo divano, pol­trona, chaise-longue. In realtà pos­siamo esten­dere il rag­gio di azione dell’ipnosi a con­di­zione che sog­getto e ipno­ti­sta pos­sono entrare in con­tatto. La tec­no­lo­gia odierna ci mette a dispo­si­zione nume­rosi stru­menti per rea­liz­zare il con­tatto, e l’ipnotista deve essere con­fi­dente nel loro uti­lizzo, come lo è delle tec­ni­che con­ven­zio­nali, per impa­dro­nirsi di tec­no­lo­gie che saranno sem­pre mag­gior­mente uti­liz­zate negli anni a venire.

Le prime espe­rienze di indu­zione a distanza sono state fatte tra­mite tele­fono e risal­gono, per quanto ho potuto appu­rare a Wet­ter­strand, un medico sve­dese, alla fine dell’ottocento.

L’ipnosi al tele­fono ha un’unica simi­li­tu­dine rispetto all’induzione stan­dard, che pre­vede la com­pre­senza di ope­ra­tore e sog­getto, e che con­si­ste nell’utilizzo della voce. Non potendo vedere il sog­getto, l’operatore ipno­tico non ha nes­sun mezzo di veri­fi­care la trance, non potendo scor­gere nes­suno degli indizi che ne indi­cano l’insorgenza: immo­bi­lità, fis­sità dello sguardo, cam­bio di colore del volto, rilas­sa­mento della musco­la­tura, etc.. Da un certo punto di vista è come fare ipnosi al buio, potendo con­tare sol­tanto sulle rispo­ste ver­bali del sog­getto all’altro capo del filo.

L’ipnosi al tele­fono richiede almeno una prima indu­zione con­ven­zio­nale, che serve a sta­bi­lire il rap­port ipno­tico e un segnale auto­ma­tico per la rein­du­zione dell’ipnosi. Ipno­tiz­zare per la prima volta il sog­getto al tele­fono, pro­prio per l’impossibilità di vedere le sue rea­zioni, può risul­tare dif­fi­cile, ed è sicu­ra­mente più com­pli­cato che in un set­ting convenzionale.

Per for­tuna la tec­no­lo­gia odierna ci mette a dispo­si­zione tec­ni­che nuove per pra­ti­care l’ipnosi a distanza, che non hanno i limiti della comu­ni­ca­zione tele­fo­nica. Ci sono tec­ni­che di comu­ni­ca­zione video a basso costo, pre­senti ormai sui PC di ogni fascia di prezzo, che sono più che suf­fi­cienti per rea­liz­zare una indu­zione ipno­tica a distanza. Vedere le rispo­ste del sog­getto, con­sente di modu­lare meglio l’induzione. Que­sta moda­lità di fare ipnosi è limi­tata sol­tanto dall’impossibilità di toc­care il sog­getto, cosa che, comun­que, non è neces­sa­rio fare.

Tec­ni­che non verbali

Nel para­grafo pre­ce­dente abbiamo esa­mi­nato una tec­nica ipno­tica total­mente ver­bale, per l’impossibilità fisica di rag­giun­gere un sog­getto distante. In que­sto para­grafo ana­liz­ziamo una tec­nica com­ple­ta­mente non ver­bale, in quanto l’induzione per la rea­liz­za­zione dello stato ipno­tico, è fatta senza uti­liz­zare la voce. Il sog­getto è por­tato nello stato ipno­tico nel più com­pleto silen­zio attra­verso l’utilizzo di gesti e manipolazioni.

L’ipnosi non ver­bale, è la defi­ni­zione che si da all’insieme delle tec­ni­che che con­sen­tono di rea­liz­zare l’ipnosi in un sog­getto senza ricor­rere alla parola.

L’utilizzo della tec­nica con­si­ste nel rea­liz­zare la cata­les­sia nel sog­getto, che si può fare con tec­ni­che la fis­sa­zione dello sguardo, sia su un oggetto o un punto, sia diret­ta­mente negli occhi dell’ipnotista. Quando rea­liz­zate pro­pria­mente, que­ste tec­ni­che con­du­cono alla cata­les­sia del sog­getto in pochi minuti. Altre tec­ni­che rea­liz­zano la cata­les­sia diret­ta­mente dalla mani­po­la­zione degli arti, tipi­ca­mente le brac­cia. Altre tec­ni­che ancora uti­liz­zano i movi­menti della mano dell’ipnotista o del sog­getto per indurre lo stato ipno­tico con ripe­tuti pas­saggi davanti allo sguardo del sog­getto, fino al rag­giun­gi­mento della cata­les­sia. Quando i pas­saggi delle mani sono estesi fino alla bocca dello sto­maco o a tutto il corpo, si sta repli­cando la vec­chia tec­nica di indu­zione di Mesmer, che era essen­zial­mente una tec­nica non ver­bale. Le sue varia­zioni sono pra­ti­ca­mente infi­nite, e alcuni uti­liz­zano toc­ca­menti in vari punti del corpo al posto dei passi, con ana­lo­ghi risul­tati. Biso­gna sol­tanto svi­lup­pare la sen­si­bi­lità neces­sa­ria ad indi­vi­duare l’insorgenza della cata­les­sia nei punti di toccamento.

A metà strada tra l’ipnosi non ver­bale e quella ver­bale, sono le tec­ni­che che sug­ge­ri­scono al sog­getto di ripe­tere una fase chiave, o una serie di ope­ra­zioni men­tali come con­teggi alla rove­scia od ope­ra­zioni mate­ma­ti­che più com­pli­cate (con­tare alla rove­scia di tre in tre), fino al rag­giun­gi­mento della trance. In que­sto caso l’induzione avviene in silen­zio, ma a seguito del lavoro ver­bale inte­riore del soggetto.

Altre tec­ni­che ana­lo­ghe con­si­stono sem­pli­ce­mente nel far sdra­iare il sog­getto in un posto caldo, dopo aver­gli spie­gato nel det­ta­glio il risul­tato atteso. Anche in que­sti casi la trance si rag­giunge in breve tempo.

Ci sono tec­ni­che ana­lo­ghe a quelle non ver­bali, che non pre­ve­dono l’uso della parola, ma di voca­lizzi di vario genere (Mae­res ad es.), costi­tuiti da suoni gravi od acuti, emessi a bocca chiusa o uti­liz­zando la gola, e che sono sin­cro­niz­zati con le rispo­ste del sog­getto durante le fasi si indu­zione. I voca­lizzi non hanno un senso com­piuto, ma rap­pre­sen­tano pur sem­pre suoni, per cui pos­siamo cata­lo­gare que­ste tec­ni­che come para-verbali, piut­to­sto che non verbali.

Le tec­ni­che non ver­bali sono inte­res­santi per­ché aprono le porte dell’ipnosi a quelle per­sone che altri­menti non potreb­bero usu­fruirne. Infatti pos­sono essere impie­gate con i sordi, con ottimi risul­tati. Nel “trat­tato di ipnosi” di Sani, è descritto l’utilizzo dell’ipnosi per i sordi attra­verso l’utilizzo di biglietti recanti le sug­ge­stioni. Una pos­si­bi­lità di inter­vento ipno­tico che allarga la pla­tea dei sog­getti che pos­sono rice­vere i bene­fici dell’ipnosi.

Ipnosi e scrittura

L’ipnosi può essere fatta anche attra­verso la scrit­tura. Una sug­ge­stione è una sug­ge­stione, indi­pen­den­te­mente dalla fonte attra­verso cui ci arriva, come i pub­bli­ci­tari sanno bene.
Le tec­ni­che in que­stione sono legate infatti, più al mar­ke­ting, che all’ipnosi vera e pro­pria, e costi­tui­scono la base delle meto­do­lo­gie di ven­dita più aggres­sive del mercato.

Aggan­ciare l’attenzione del sog­getto costi­tui­sce il primo passo di una indu­zione ipno­tica, e lo stesso con­cetto è alla base del mes­sag­gio ipno­tico, che crea un con­te­sto, spesso ripe­tuto nel testo, per il let­tore in modo da inte­res­sarlo ( … fai soldi stando como­da­mente a casa tua …), di creare urgenza (offerta limi­tata, solo 15 pezzi), di offrire bonus (e inol­tre, com­presi nel prezzo … del valore com­ples­sivo di …), di ren­dere le cose facili (acqui­stare da noi è sem­plice e diver­tente …). Chi vor­rebbe fare una cosa dif­fi­cile e com­pli­cata, soprat­tutto quando è lui che paga?

Que­sta strut­tura svi­luppa nel let­tore un inte­resse sem­pre cre­scente cosic­ché alla fine si trova tal­mente inte­res­sato dalla let­tura del mes­sag­gio, che il mondo si allon­tana, pro­prio come durante un’induzione ipno­tica, e tutto quello che il let­tore sente, vede, pensa, è quello che sta leg­gendo. Qua­lun­que cosa si scriva affin­ché il let­tore rea­gi­sca al con­te­nuto svi­lup­pando imma­gini men­tali, è scrit­tura ipnotica.

Molte di que­ste tec­ni­che appar­ten­gono e si sono svi­lup­pate per il mar­ke­ting, e mesco­lano libe­ra­mente pnl, e il lin­guag­gio ipno­tico più in gene­rale: pre­sup­po­si­zione, domande, doppi legami, etc.

Il mes­sag­gio ipno­tico deve essere abba­stanza lungo da con­te­nere ripe­ti­zioni delle sug­ge­stioni chiave: se un per­sona è mini­mente inte­res­sata all’acquisto, alla fine della let­tura deve essere impa­ziente di fare l’ordine. Se vi è capi­tato di rice­vere a casa un muc­chio di cose inu­tili acqui­state in un momento di fol­lia, sapete di cosa sto parlando.

Per quello che attiene più stret­ta­mente l’ipnosi, è pos­si­bile scri­vere un’induzione e poi con­se­gnarla al cliente. Ormond McGill, il decano degli ipno­ti­sti inglesi recen­te­mente scom­parso, uti­liz­zava tec­ni­che di que­sto tipo. Met­teva nelle mani dei sog­getti un foglio con l’induzione o delle sem­plici sug­ge­stioni di rilas­sa­mento, e chie­deva al sog­getto di leg­gerlo ad alta voce, pro­vando esat­ta­mente quello che stava scritto sul foglio. Que­sta tec­nica, assai effi­cace, può essere fatta chie­dendo al sog­getto di leg­gere “nella sua mente” le parole scritte sul foglio. Se si è scelto il sog­getto oppor­tuno, l’induzione è quasi istantanea.

La scrit­tura ipno­tica può essere uti­liz­zata anche a scopo sug­ge­stivo, come faceva ad esem­pio Erick­son. Le regole non sono dis­si­mili da quelle evi­den­ziate pre­ce­den­te­mente e uti­liz­zate per la ven­dita e il mar­ke­ting dei pro­dotti. Biso­gna creare un con­te­sto e uti­liz­zarlo, inse­rendo nel con­te­sto le sug­ge­stioni oppor­tune. Que­sto è quello che fece Erick­son, per asse­con­dare la richie­sta di una madre, che voleva che sua figlia, che a causa dei fra­telli più grandi aveva smesso di cre­dere a Babbo Natale, cre­desse almeno per un altro anno al coni­glietto pasquale.

“Scrissi:’E una volta ho sba­gliato i cal­coli sal­tando sotto un cac­tus, e mi sono punto con le spine dove fa male. Sono stato quasi morso da un ser­pente a sona­gli. Mi sono fatto dare un pas­sag­gio da un asino sel­vag­gio. Era un asino gen­tile, ma era un asino ter­ri­bil­mente asino. Mi ha por­tato nella dire­zione sba­gliata, e poi ho dovuto farmi a bal­zel­loni tutta la strada del ritorno. Poi sono stato così sciocco che non tro­vato di meglio che chie­dere un pas­sag­gio a una lepre; cor­reva come una pazza e mi ha por­tato nella dire­zione sba­gliata, e di nuovo ho dovuto farmi a bal­zel­loni tutta la strada del ritorno! Non chie­derò più pas­saggi, penso che auto­stop non fac­cia per me.’
…
E la gente con­ti­nua a tele­fo­narmi, chie­den­domi di fare Babbo Natale con i loro bam­bini, come avevo fatto quando i loro geni­tori erano miei pazienti.
Tre bam­bine per sei set­ti­mane, sono sal­tate giù dal letto ogni mat­tina pre­ci­pi­tan­dosi alla cas­setta delle let­tere per tro­varvi la loro let­tera da parte del coni­glio pasquale.” (Mil­ton Erick­son “La mia voce ti accom­pa­gnerà” Astro­la­bio 1983 “Le let­tere del coni­glietto pasquale” 194 – 195)

Com­mento

Se non riu­scite a dirlo con le parole e i fiori non ser­vono a nulla, lasciate in giro una let­tera, un foglio di carta, qual­che frase sca­ra­boc­chiata che fac­cia al caso vostro e fate in modo che sia tro­vata. Potete anche scri­vere delle mas­sime, dei con­si­gli e dei sug­ge­ri­menti appro­priati al vostro caso e appen­derli da qual­che parte, ben in vista, in modo da leg­gerli più volte al giorno. E’ un maniera indi­retta e molto sem­plice di fare auto­sug­ge­stione secondo il metodo Coué. Se cre­dete che non sia effi­cace, pro­va­teci, in seguito potre­ste ricredervi.

Che siano al tele­fono o scritte o sus­sur­rate o lasciate inten­dere con un secco cenno del capo, le parole fanno del bene o del male. Il sup­porto che ce le reca­pita è del tutto indif­fe­rente, e forse non è un caso che si dica che ne uccide più la penna che la spada.

Per que­sto anda­teci piano con le parole, usa­tele con cura, garbo e intel­li­genza. Pen­sate come vi sen­ti­re­ste ascol­tando di nasco­sto il discorso di qual­cuno che parla male di voi, e pen­sate anche come vi sen­ti­re­ste ascol­tando il discorso di qual­cuno che parla bene di voi.

Le parole non ci lasciano indif­fe­renti: “Quando trovo una parola sca­vata è nella mia vita come un abisso.”, scri­veva Ungaretti.

Attenti a non caderci dentro.

Ricer­che

Hyp­no­sis by phone.
Owens HE.
Am J Clin Hypn. 1970 Jul;13(1):57 – 60

Hyp­no­the­rapy over the tele­phone.
Coo­per­man S, Scha­fer DW.
Am J Clin Hypn. 1983 Apr;25(4):277 – 9. No abstract available.

Hyp­no­sis by tele­phone.
Roberts JA.
Med J Aust. 1978 Aug 12;2(4):158 – 60. No abstract available.

Hyp­no­the­rapy at a distance through use of the tele­phone.
Stan­ton HE.
Am J Clin Hypn. 1978 Apr;20(4):278 – 81. No abstract available.

Suc­ces­sful treat­ment of sacroi­liac pain by tele­phone. A brief cli­ni­cal report.
Van Nuys D.
J Am Soc Psy­cho­som Dent Med. 1977;24(3):73 – 5. No abstract available.

Teleip­nosi

Libri

Joe Vitale – Hyp­no­tic Mar­ke­ting
Joe Vitale – Advan­ced Hyp­no­tic Wri­ting
Mil­ton Erick­son “La mia voce ti accom­pa­gnerà” Astro­la­bio 1983

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Autore: Ales­san­dro Guidi

Lavoro su molte cose, come rilas­sa­mento pro­fondo, fer­ti­lità, ricerca oggetti dimen­ti­cati, auto­stima, ipe­ri­drosi, miglio­ra­mento, con­trollo del peso, smet­tere di fumare, inson­nia, paura di par­lare in pub­blico, paura di gui­dare, paura di allon­ta­narsi, aumento del seno, ros­sore, timi­dezza, paura di stare con altri, esami, pre­sta­zione ses­suale, gelo­sia, lutto, sepa­ra­zioni, sem­plice curio­sità e molto altro ancora.

Svolgo la mia atti­vità a Roma ma puoi con­net­terti con me da qua­lun­que loca­lità con Skype.

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Autoipnosi, Ipnosi, ipnosi a distanza, ipnosi non verbale, lettere ipnotiche, scrittura ipnotica, telefono

5 comments on “Ipnosi a distanza”

  1. francesco scrive:
    09/02/2011 alle 23:25

    sem­pli­ce­mente meraviglioso,gradirei poterla conoscere,amo l’ipnosi e mi inte­res­sano le per­sone che navi­gano in que­sto mondo fantastico,mi aggiunga ad msn o su face­book saro’ ben lieto di scam­biare quat­tro chiac­chiere con lei…

    Rispondi
  2. marcello scrive:
    03/01/2011 alle 10:17

    Ottimo arti­colo, final­mente.
    Ho assi­stito un annetto fa ad un espe­ri­mento all’interno del pro­gramma “le Iene”; ave­vano chia­mato un ipno­ti­sta esperto chi­den­do­gli di appli­care le tec­ni­che di ipnosi a sog­geti ignari Il fra­tello di uno dei con­dut­tori, amici e ami­che varie, tutti non infor­mati di quello che stava loro pe rac­ca­dere.
    inu­tile dire che le per­sone entra­vano in trance siste­ma­ti­ca­mente. L’ipnotista appli­cava le tec­ni­che legate ai suoni e al movi­mento della mano.
    Le chiedo, data la sua serietà e capa­cità pro­fes­sio­nale, secondo lei gli epse­ri­menti Mk Ultra e le tec­ni­che odierne di con­vin­zione occulta (per ren­derci tutti docili) sono una realtà o fan­do­nie da inter­net.
    Gra­zie in anticipo =)

    Rispondi
    • ipnoguida scrive:
      03/01/2011 alle 16:14

      Non saprei. Pro­ba­bil­mente il pro­getto MkUl­tra è una bufala, forse un depi­stag­gio o un modo come un altro di far tra­pe­lare un certo tipo di infor­ma­zioni. In man­canza di prove certe si rimane nel campo delle opinioni.

      Imma­gino che i ser­vizi segreti e gli appa­rati mili­tari e poli­tici abbiano stu­diato tec­ni­che per con­trol­lare le masse, e che l’ipnosi sia stata tra que­ste, ma non so se hanno sco­perto cose nuove. Tra i metodi per il con­trollo delle masse ci sono: la pro­pa­ganda, la tele­vi­sione, la pub­bli­cità, la reli­gione, la repres­sione. Alcuni fun­zio­nano da qual­che mil­len­nio e non mostrano segni di cedimento.

      L’ipnosi potrebbe fun­zio­nare come nel can­di­dato man­ciu­riano, dove alcune per­sone erano indotte ad ese­guire omi­cidi sotto l’influsso di un comando post-ipnotico?

      Anche in que­sto caso man­cano le rispo­ste. Gli espe­ri­menti fatti a que­sto pro­po­sito non sono esau­stivi. Sicu­ra­mente una sug­ge­stione post-ipnotica può essere ese­guita molto tempo dopo essere stata formulata.

      In ogni caso, serve un mezzo di comu­ni­ca­zione effi­cace (radio , tele­vi­sione, par­zial­mente inter­net) per far arri­vare la sug­ge­stione al mag­gior numero per­sone pos­si­bile. Quindi, se si vogliono influen­zare le masse, meglio pos­se­dere qual­che rete tele­vi­siva, dei gior­nali, alcune radio e un sito inter­net influente che essere un bravo ipnotista.

      Rispondi
  3. massimo scrive:
    22/01/2010 alle 22:55

    Com­pli­menti per l’articolo, davvero.

    Rispondi
    • ipnoguida scrive:
      24/01/2010 alle 00:33

      Gra­zie, fa pia­cere sapere che il lavoro che fac­cio è apprezato

      Rispondi

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Le pagine di que­sto sito testi­mo­niano che l’ipnosi è esat­ta­mente il con­tra­rio, e nume­rosi studi e ricer­che com­piute nei secoli lo stanno a testimoniare.

Cre­diamo che il dia­logo sia la forma migliore di con­fronto, per cui tra breve avremo un forum per discu­tere sull’ipnosi. Spero di fare una cosa gra­dita agli stu­diosi, agli appas­sio­nati e ai cul­tori della mate­ria che vor­ranno partecipare.

Accetto volen­tieri con­si­gli e sug­ge­ri­meni, per­ciò, se ne avete, con­tat­ta­temi pure.

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