Wetterstrand — cose da fare con l’ipnosi

Wetterstrand O. G. era un medico sve­dese, che dopo un ini­ziale scet­ti­ci­smo, si con­vinse delle poten­zia­lità dell’ipnosi come stru­mento medico, valido sup­porto per la ridu­zione o la sop­pres­sione dei sin­tomi, soprat­tutto quelli di ori­gine ner­vosa. Utilizzò l’ipnosi per molte pato­lo­gie, e riletto dopo più di un secolo, col­pi­sce ancora per l’acutezza della sua ana­lisi e delle sue intui­zioni, alcune delle quali sono senz’altro avanti rispetto ai tempi in cui lui le for­mulò, e sono oggi patri­mo­nio con­di­viso delle cono­scenze in ipnosi.

Pur non diven­tando famoso come altri col­le­ghi del suo periodo, fu cono­sciuto e sti­mato, anche per­ché scrisse ottimi testi sull’ipnosi medica che furono tra­dotti in diverse lin­gue. Quello che pre­sento in que­sto arti­colo è tratto da “L’hypnotisme et ses appli­ca­tions à la médi­cine pra­ti­que” (O. Doin Paris 1899), l’edizione fran­cese di un testo che era stato tra­dotto due anni prima in inglese per l’edizione americana.

Il testo è estre­ma­mente attuale e inte­res­sante, per­ché mostra in maniera chiara e docu­men­tata quali pos­sono essere i trat­ta­menti che è pos­si­bile fare con l’ipnosi, quali sin­tomi pos­sono essere miglio­rati, quali pos­sono scom­pa­rire del tutto. Dai tempi di Wetterstrand ad oggi non è cam­biato poi molto, anche se sono state for­mu­late nuove tec­ni­che ipno­ti­che, e i trat­ta­menti da lui indi­cati sono ancora oggi rea­liz­za­bili con gli stessi esiti.

Wetterstrand ha uno stile di scrit­tura chiaro e con­ciso, non gli inte­res­sano i fron­zoli, ma mira al sodo: i suoi com­menti sono limi­tati e strin­genti, e molta parte del testo è dedi­cata alla descri­zione dei casi trat­tati. Non fa pro­clami né sostiene che l’ipnosi sia la pana­cea a tutti i mali del mondo. Al con­tra­rio, la sua ipnosi è estre­ma­mente pra­tica, legata al con­te­sto cli­nico in cui opera, non al ser­vi­zio di qual­che stram­pa­lata teo­ria della mente. A lui inte­ressa il malato e la solu­zione dei suoi pro­blemi. Le sta­ti­sti­che di gua­ri­gione o sol­lievo dai sin­tomi che riporta sono atten­di­bili, i casi ben descritti, le tec­ni­che e le meto­do­lo­gie ancora attuali. Infatti Wetterstrand uti­lizza l’ipnosi in un modo sor­pren­den­te­mente moderno, come è sot­to­li­neato nei com­menti ai casi ripor­tati nel pre­sente arti­colo, e i suoi scritti e le sue osser­va­zioni ci dimo­strano che il lavoro svolto sul campo è la migliore testi­mo­nianza dell’efficacia dell’ipnosi.

Insonnia

L’esperienza con­ferma quello che si sarebbe potuto sup­porre: sapere che il sonno appar­tiene a quei feno­meni psi­co­lo­gici sui quali la psi­co­te­ra­pia eser­cita una influenza mar­cata.
Credo fer­ma­mente che non ci sia rime­dio migliore per l’insonnia dell’ipnosi, e che è asso­lu­ta­mente scon­si­glia­bile som­mi­ni­strare dei nar­co­tici, per­ché rin­for­zano presso i malati l’idea che non si potrà addor­men­tare senza il loro far­maco abi­tuale. … Grazie alla sug­ge­stione ipno­tica, la per­sona che sof­fre di inson­nia impara a con­trol­lare così bene il suo sonno, che gli è pos­si­bile dor­mire quando lo desi­dera … La mia espe­rienza mi ha dato la con­vin­zione che pos­se­diamo con la tera­pia sug­ge­stiva … uno dei migliori metodi di trat­ta­mento con­tro l’insonnia da cause psi­chi­che, e penso che nes­sun altro metodo potrà esser­gli contrapposto.”

Per quanto non voglia met­termi a con­fronto con Wetterstrand, io stesso ho rile­vato nella pra­tica cor­rente miglio­ra­menti nel sonno indi­pen­den­te­mente dal tipo di trat­ta­mento effettuato.

Cefalea

Chi sof­fre di mal di testa crede che nes­sun altro dolore, per quanto forte, intenso e con­ti­nuo sia, gli possa essere paragonato.

Ci sono per­sone che pas­sano giorni interi stesi a letto inca­paci di fare altro. La vita per loro diventa impos­si­bile quando la cefa­lea si manifesta.

La causa del dolore non può in nes­sun modo essere allon­ta­nata, come si fa ad esem­pio per il mal di denti: tolto il dente, eli­mi­nato il dolore.

Ho trat­tato in grande numero di casi (di cefa­lea) con l’ipnotismo, e gene­ral­mente il risul­tato è favorevole”

Nevralgie

“Le nevral­gie che si pre­sen­tano durante o dopo un attacco di Herpes Zoster, devono essere clas­si­fi­cate tra le nevral­gie più gravi … Nel caso seguente, gua­rito ugual­mente per sug­ge­stione ipno­tica, la nevral­gia pro­ve­niva da un dente cariato … nel caso seguente, si trat­tava di Nevralgia Occipitale; la gua­ri­gione fu imme­diata … Il caso seguente è un caso di nevral­gia inter­co­stale, che sparì rapi­da­mente con l’aiuto della suggestione … ”

Sotto il capi­tolo nevral­gie sono ripor­tati molti casi inte­res­santi, quello che offre mag­giori spunti di rifles­sione riguarda Hedwig H., una ven­tenne, trat­tata nel 1889 per dei dolori alla tem­pia destra. E’ un caso dif­fi­cile. Wetterstrand tenta di ipno­tiz­zarlo sei volte, senza suc­cesso. Alla fine si mette d’accordo con la sorella del gio­vane: “La pre­gai di met­tersi in con­tatto con lui durante il sonno”.

La sorella chiede alla gio­vane di addor­men­tarsi quando Wetterstrand l’avesse guar­dato fis­sa­mente negli occhi.

L’ipnosi può così comin­ciare, Wetterstrand fa in modo che la gio­vane si addor­menti ogni volta che arriva il dolore, sup­po­nendo che in que­sto modo il dolore sarebbe spa­rito gra­dual­mente. Il sistema non fun­ziona e Wetterstrand a que­sto punto si rende conto di non essere effi­cace e cam­bia stra­te­gia. Con una intui­zione che pre­cede di molti anni quelle di Erickson sul trat­ta­mento del dolore scrive: “Pensando che avendo sug­ge­rito così soven­te­mente l’assenza del dolore AVESSI CHIESTO TROPPO, mi limi­tai a par­tire da que­sto momento a sug­ge­rire che il dolore durasse cin­que minuti in meno cia­scun giorno. Nel giro di quat­tro set­ti­mane , ebbi la sod­di­sfa­zione di vedere la malata com­ple­ta­mente ristabilita.”

Quest’ultima, può essere con­si­de­rata a tutti gli effetti un tec­nica di distor­sione tem­po­rale, che con­si­ste nel far per­ce­pire il tempo in maniera dif­fe­rente durante le crisi di cefa­lea, facen­dole durare, per esem­pio, solo un istante. Questo tipo di tec­ni­che sarà impie­gato esten­si­va­mente da Erickson. Un altro aspetto della tec­nica uti­liz­zata da Wetterstrand che sem­bra molto moderno, è che una volta capito che la sop­pres­sione del sin­tomo era dif­fi­cile o impos­si­bile, si pre­oc­cupa sem­pli­ce­mente di ridurlo, in maniera pro­gres­siva. Mi rifac­cio sem­pre ad Erickson, che nel trat­ta­mento del dolore era solito ridurre i sin­tomi, fino a ren­derli solo poco fasti­diosi, piut­to­sto che eli­mi­narli in maniera diretta.

Paralisi Organiche

Non ho inten­zione di esporre una teo­ria su que­sto sog­getto, ma mostrerò, con degli esempi, che spesso, tra­mite il trat­ta­mento ipno­tico, si pos­sono miglio­rare gli stati di para­lisi a seguito di una emor­ra­gia cere­brale. … Ho visto casi in cui l’emiplegia poteva essere miglio­rata, e altri casi in cui non si poteva otte­nere niente … Ho visto dei grandi miglio­ra­menti nei casi di paresi infan­tile, dopo degli attac­chi di polio­me­lite acuta.”

Epilessia e con­vul­sioni epilettiformi

Ho trat­tato con la sug­ge­stione diciotto casi di epi­les­sia. Tra que­sti casi, c’è stato quello di due ragazze che sof­fri­vano di que­sta malat­tia da cin­que o sei anni. Il trat­ta­mento le ha gua­rite e sono tra­scorsi quasi due anni senza che abbiano avuto la minima crisi. Un uomo di trent’anni, che sof­friva di epi­les­sia da otto anni, non ebbe che due attac­chi leg­geri nel 1889. … Ho molti casi simili nei quali, dopo qual­che appli­ca­zione di tera­pia ipno-suggestiva, gli attac­chi sono com­ple­ta­mente spa­riti, men­tre il bro­muro di potas­sio e altri rimedi erano stati impie­gati senza effetto per anni. Credo che sarebbe meglio impie­gare la tera­pia sug­ge­stiva il prima pos­si­bile dopo il primo attacco; non biso­gna lasciarsi sco­rag­giare , ma con­ti­nuare fin­ché non sia rista­bi­lito l’equilibrio del sistema ner­voso. Sfortunatamente c’è qual­che forma di epi­les­sia ere­di­ta­ria che la tera­peu­tica psi­chica non può gua­rire, e biso­gna aggiun­gere i casi che ripor­tano a una causa organica.”

Balbuzie

… il 2 Aprile 1887, notai con sor­presa che que­sta signora, che aveva bal­bet­tato fin dalla sua infan­zia, al punto che le era impos­si­bile qual­che volta di pro­nun­ciare una parola, non bal­bet­tava affatto men­tre era nello stato ipno­tico. Questa signora era una eccel­lente son­nam­bula e in ipnosi poteva con­ver­sare con me, su tutti i sog­getti nella maniera più sem­plice. … A par­tire da que­sto momento mi sono dato con il più grande inte­resse allo stu­dio di que­sto pro­blema che si pre­senta sovente, e che nel migliore dei casi è sgra­de­vole. … Dunque di 48 malati trat­tati, 15 sono stati com­ple­ta­mente gua­riti (18 sono miglio­rati, por­tando il totale dei suc­cessi a più del 50% N.d.T.). Sono con­vinto che i risul­tati sareb­bero stati migliori, se il trat­ta­mento fosse stato pro­lun­gato, ma il tempo è man­cato a causa di altri casi presso cui la mia pre­senza era più necessaria”

E’ vero, spesso si evita di pro­lun­gare un trat­ta­mento ipno­tico, a volte solo per­ché, essendo più rapido di altri trat­ta­menti, come quello psi­co­te­ra­peu­tico, si pre­tende che fun­zioni imme­dia­ta­mente. Purtroppo la fretta di voler risol­vere i nostri pro­blemi com­porta spesso l’interruzione di un trat­ta­mento fin già dalla seconda seduta per­ché non si sono visti i risul­tati attesi, men­tre se si fosse insi­stito più a lungo, molto pro­ba­bil­mente, i risul­tati sareb­bero arri­vati: a meno che non si tratti di scap­pare a gambe levate di fronte a un peri­colo, la fretta è sem­pre una cat­tiva consigliera.

Ambliopia e sor­dità nervosa

Braid ha già descritto parec­chi casi di amblio­pia in cui l’ipnosi ha miglio­rato la vista. … Sigrid J., 12 anni. … mi con­sultò a pro­po­sito del suo occhio destro … tro­vai dello stra­bi­smo diver­gente. Vedeva molto male dall’occhio destro, aveva dif­fi­coltà a con­tarsi le dita e non distin­gueva chia­ra­mente gli oggetti dalla fine­stra sulla strada. Poteva leg­gere assai bene il numero 30 della tavola di Berg, ma pro­vava molte dif­fi­coltà a leg­gere il numero 25. … La ipno­tiz­zai e le sug­ge­rii che a par­tire da que­sto momento avrebbe visto più distin­ta­mente e meglio. Era una buona son­nam­bula. Al suo risve­glio lesse il numero 10. Venne il giorno seguente e quando se ne andò era capace di leg­gere il numero cin­que e distin­gueva l’orologio della chiesa, ma non le lan­cette. … La sua vista era miglio­rata ancora, ma non poteva leg­gere i carat­teri tipo­gra­fici ordi­nari. Lo stra­bi­smo comin­ciò a dimi­nuire e que­sta dimi­nu­zione fu pro­vata dal fatto che allora poteva fare uso dell’occhio destro. Il nervo aveva biso­gno di una forte ipno-suggestione per recu­pe­rare il suo fun­zio­na­mento. Questa spie­ga­zione può non essere cor­retta, ma il fatto è che la vista non era miglio­rata prima della sug­ge­stione, e che era miglio­rata dopo.”

Parlando ancora del caso di Sigrid, Wetterstrand riporta il fatto che la poteva ipno­tiz­zare per tele­fono, e que­sta è la prima nota che ho tro­vato rela­tiva all’uso del tele­fono per le sedute ipnotiche.

Per quanto riguarda l’udito, Wetterstrand scrive: “Ho osser­vato in tre casi un miglio­ra­mento con­si­de­re­vole dell’udito …”

Alcolismo cro­nico

Come molti altri autori dopo di lui, i risul­tati otte­nuti da Wetterstrand con l’alcolismo sono varia­bili: qual­che suc­cesso molti insuc­cessi e un’alta fre­quenza di ricadute.

I risul­tati tut­ta­via, non sono sem­pre buoni, e ci sono delle rica­dute. Le cause sono spesso, se non sem­pre, dei pro­blemi sociali o finan­ziari, troppo dif­fi­cili da sop­por­tare per il malato. Ho cono­sciuto un uomo di mezza età, che ottenne buoni risul­tati per un anno intero, dopo soc­com­bette nuo­va­mente, a causa di dif­fi­coltà finanziarie.”

Morfinismo, clo­ra­li­smo e nicotinismo

Ho trat­tato 14 casi di mor­fi­ni­smo. Due non sono stati coro­nati da suc­cesso, a causa dell’ostinazione dei malati, ma so che undici casi sono stati per­fet­ta­mente gua­riti. … dopo la mia espe­rienza, con­si­dero dif­fi­cile influen­zare un mor­fi­no­mane. Ci vogliono molto tempo e pazienza per arri­vare a un risultato.”

Reumatismi

Il reu­ma­ti­smo cro­nico è una malat­tia che può essere trat­tata con suc­cesso con l’ipnotismo. Braid nota in una delle sue opere, che ha trat­tato que­sta malat­tia con l’ipnotismo con risul­tati eccel­lenti. Io stesso ho impie­gato que­sto metodo per i reu­ma­ti­smi cro­nici, arti­co­lari, i dolori lan­ci­nanti e la lom­bag­gine. Nella mag­gior parte dei casi ho otte­nuto almeno un sollievo.”

Parlando di un paziente H.H., 55 anni, dice : “Lo risve­gliai dopo un breve momento di sonno e lo riad­dor­men­tai; que­sta volta il sonno fu più pro­fondo. Lo risve­gliai una seconda volta e lo riad­dor­men­tai nuo­va­mente, otte­nendo il son­nam­bu­li­smo come risul­tato. … Tengo a richia­mare l’attenzione soprat­tutto su que­sta pro­ce­dura d’ipnotizzazione. Quando non si rie­sce la prima volta a por­tare il malato in un sonno pro­fondo, biso­gna ripe­tere i ten­ta­tivi più volte, fin­ché l’ipnosi sia completa.”

Qui Wetterstrand sco­pre l’induzione di tipo fra­zio­nato, che con­si­ste nel ripe­tere l’ipnosi più volte con­se­cu­ti­va­mente. Questo metodo di ipno­tiz­za­zione sarà in seguito noto come “Ipnosi fra­zio­nata di Vogt”. Negli anni 60 que­sto sistema sarà uti­liz­zato come parte inte­grante nell’induzione da Elman.

Emoraggia

Non c’è nulla di sor­pren­dente nell’arresto dell’emorragia con l’ipnosi. Vediamo spesso le mestrua­zioni sop­presse a seguito di una forte emo­zione. Nei due casi l’effetto vaso­mo­to­rio è lo stesso.”

Nel capi­tolo sulla tisi, che qui non riporto e in cui l’ipnosi è uti­liz­zata come soste­gno per la ridu­zione dei sin­tomi col­la­te­rali della malat­tia, c’è l’utilizzo di una tec­nica che sarà suc­ces­si­va­mente descritta e uti­liz­zata da Erickson, e che con­si­ste nell’ipnotizzare un altro sog­getto, spesso un parente, in pre­senza di una per­sona recal­ci­trante. Questo ha l’effetto o di otte­nere l’ipnosi per via indi­retta o di far si che il sog­getto poco incline all’ipnosi, veri­fi­cato che è inno­cua, accetti lui stesso di farsi ipnotizzare.

Di nuovo rimarco come le tec­ni­che uti­liz­zate alla fine del XIX° secolo, nono­stante quanto scri­vono i poco infor­mati, erano tutt’altro che rozze, come tutt’altro che igno­ranti o sprov­ve­duti erano coloro che le praticavano.

Asma — Tosse Nervosa

Ho visto degli attac­chi d’asma d’origine ner­vosa spa­rire com­ple­ta­mente e in due casi ho potuto con­sta­tare che, fino ad ora per­lo­meno, gli attac­chi non si sono ripre­sen­tati in un periodo di due o tre anni. Si può dun­que con­si­de­rare il malato come gua­rito. … ho uti­liz­zato l’ipno-suggestione in molti casi di asma sin­to­ma­tico. Sebbene la gua­ri­gione asso­luta non sia stata otte­nuta, ho tut­ta­via visto dei casi di bron­chite cro­nica e di enfi­sema che sono stati molto miglio­rati da que­sto trattamento.”

Malattie dello stomaco — Diarrea

Sembra straor­di­na­rio, ma tut­ta­via è evi­dente, che l’ipnosi può gua­rire diversi disturbi mor­bosi dello sto­maco e dell’intestino. … Braid e Bernheim dichia­rano di aver otte­nuto, con i loro trat­ta­menti, risul­tati simili. … Le fun­zioni dige­stive si ripo­sano più o meno com­ple­ta­mente durante il sonno pro­fondo; i movi­menti peri­stal­tici sono allora più lenti, e le secre­zioni meno abbon­danti. … E’ for­te­mente plau­si­bile che il sonno, da solo, possa gua­rire la diar­rea; mi sem­bra anche che i fatti sono certi. Ho impie­gato in effetti con suc­cesso l’ipnosi in caso di que­sto tipo e, se la malata non è com­ple­ta­mente gua­rita, il suo stato è almeno miglio­rato. Se la gua­ri­gione non è stata com­pleta in que­sto caso, l’ipnosi è stata tut­ta­via più effi­cace di alcun altro metodo impiegato.”

Incontinenza Urinaria

Questa malat­tia, par­ti­co­lar­mente sgra­de­vole, è gene­ral­mente con­si­de­rata dif­fi­cile da gua­rire; e, in effetti, non c’è niente di più vero. … [qui Wetterstrand illu­stra i metodi cor­renti per curare l’incontinenza uri­na­ria] … Questi metodi, e altri ancora, sono sor­pas­sati dalla sug­ge­stione che pos­siede un effetto asso­lu­ta­mente certo; ma biso­gna, tut­ta­via, che sia impie­gata con per­se­ve­ranza e pru­denza, e la malat­tia non deve essere con­si­de­rata come incu­ra­bile, se non si rie­sce nel ter­mine di qual­che seduta. … Faccio notare che è più facile gua­rire le per­sone vit­time di una incon­ti­nenza abi­tuale che quelle che sof­frono occa­sio­nal­mente di que­sta incon­ti­nenza, e que­sto fatto si accorda con le espe­rienze di Liébeault e Bérillon. I casi di incon­ti­nenza abi­tuale non richie­dono altret­tante sedute. L’incontinenza not­turna è più facile da gua­rire che quella diurna.”

Malattie dei bambini

Si vedono tutti i giorni i bam­bini che rifiu­tano di pren­dere delle medi­cine, se hanno un gusto cat­tivo. In que­sti casi, l’ipnotismo è un metodo eccel­lente per vin­cere la loro volontà. Si può dare loro il rime­dio, sia durante il sonno, sia affer­mando che la medi­cina è buona. Ho pro­vato più volte que­sto sistema e sono riu­scito quando il bam­bino poteva essere ipno­tiz­zato, vale a dire aveva rag­giunto circa tre anni. L’olio di castoro è gene­ral­mente una medi­cina che i bam­bini rifiu­tano ener­gi­ca­mente, ma niente è più facile per­sua­derli per sug­ge­stione che è buona, anche se sanno che dopo avranno male allo sto­maco. … Ho spesso dato agli adulti, così come ai bam­bini, dell’acqua al posto dell’olio di castoro, dicendo loro che l’effetto si sarebbe pro­dotto in un momento deter­mi­nato. Il risul­tato è stato sem­pre lo stesso di quello pro­dotto dall’assunzione dell’olio di castoro stesso.”

Un buon metodo di trat­tare con i bam­bini e dell’utilizzo dell’effetto placebo

[dopo la descri­zione di un caso in cui aveva cam­biato le abi­tu­dini nega­tive di un ragazzo di 14 anni: men­zo­gna, pigri­zia, scarso ren­di­mento sco­la­stico, ren­den­dolo : lavo­ra­tore, amo­re­vole, e di buona con­dotta.] … I nemici dell’utilizzazione morale della tera­peu­tica sug­ge­stiva diranno pro­ba­bil­mente che in que­sto modo ho distrutto la libera volontà dell’individuo. Tuttavia non c’è nulla di tutto que­sto. Io svi­lup­pai sol­tanto le buone qua­lità del ragazzo, e lo per­suasi che era su un cam­mino peri­co­loso che biso­gnava abban­do­nare. Quello che in lui era cat­tivo fu bloc­cato, e quello che era buono, come in ogni essere umano, fu svi­lup­pato più apertamente.”

Disturbi Mestruali

Oggi è com­ple­ta­mente dimo­strato che la mestrua­zione appar­tiene alla cate­go­ria delle fun­zioni che pos­sono essere influen­zate dalla sug­ge­stione. Se non si sco­prono cause orga­ni­che negli organi, la loro atti­vità mestruale può essere facil­mente con­trol­lata, quando l’assenza di mestrua­zioni è pro­dotta dall’anemia, o quando è troppo abbon­dante, troppo fre­quente o troppo dolo­rosa. … Ho avuto per­so­nal­mente l’occasione di osser­vare que­sto feno­meno in diversi casi, e sono riu­scito spesso a pro­durre le mestrua­zioni ad un tempo sta­bi­lito, o ad arre­starle quando erano troppo abbon­danti o troppo dolo­rose. … Sembra che un grado pro­nun­ciato di ipnosi non sia neces­sa­rio per la mag­gior parte delle per­sone, per quello che riguarda le mestrua­zioni. … Il risul­tato può essere otte­nuto in una sola seduta quando il sog­getto è buono. Quando il sonno è leg­gero, con­si­glie­rei di ren­derlo tut­ta­via più pro­fondo per mezzo di ipnosi ripe­tute, in quando aumen­tano con­si­de­re­vol­mente la sug­ge­stio­na­bi­lità. Non si rie­sce sem­pre anche con i son­nam­buli, e non posso spie­gare in alcun modo que­sto fatto. E’ in ogni caso rac­co­man­da­bile di que­sto sem­plice e inof­fen­sivo trat­ta­mento prima di pro­vare altri rimedi.”

In que­ste ultime con­sta­ta­zioni di Wetterstrand c’è una con­trad­di­zione: prima con­si­glia di appro­fon­dire l’ipnosi, poi sostiene che anche con un sog­getto son­nam­bu­lico, ossia al mas­simo grado di ipnosi, spesso non si otten­gono effetti. Al giorno d’oggi è un fatto asso­dato che le rispo­ste ipno­ti­che non sono neces­sa­ria­mente rap­por­tate al grado di pro­fon­dità di trance. Un pic­colo numero di sog­getti ipno­tici, insomma, sfugge alla regola pro­fon­dità di trance uguale sug­ge­stione. Il per­ché è ancora oggi oggetto di discus­sione, e per­tanto l’incapacità di Wetterstrand di spie­garne i motivi è del tutto giustificata.

Malattie Esterne

Ho potuto con­sta­tare e osser­vare dei fatti riguar­danti que­ste malat­tie e pro­vare che l’ipno-suggestione trova anche da que­sto lato un vasto campo di appli­ca­zione, soprat­tutto per quello che riguarda le con­tu­sioni, le con­trat­ture, le sino­viti trau­ma­ti­che, etc., dove domi­nano le sen­sa­zioni dolo­rose. Uno degli ele­menti più impor­tanti della malat­tia scom­pare quando si sop­prime il dolore. La fun­zione distur­bata rien­tra nella norma nel giro di poco tempo, qual­che volta anche immediatamente.”

Impiego della tera­peu­tica sug­ge­stiva in ostetricia

Wetterstrand descrive nei det­ta­gli la pre­pa­ra­zioni di Regina A., una gio­vane di 25 anni, al parto. Tramite appro­fon­di­mento della trance e sug­ge­stioni che ” … durante il parto non avrebbe sof­ferto e che avrebbe dor­mito, che il tra­va­glio sarebbe stato molto più rapido e che non avrebbe pro­vato alcuna sof­fe­renza.”, Wetterstrand pre­para la donna a un parto indo­lore “Lei fu asso­lu­ta­mente silen­ziosa quando la testa del bam­bino apparve alle 4,30; asso­mi­gliava sem­pre a una per­sona addor­men­tata. Non sentì il pianto del bam­bino né l’espulsione della pla­centa.” Una volta emersa dall’ipnosi la donna disse di ” … non poter ricor­dare nulla del parto, assi­cu­rando che non aveva pro­vato né sen­tito nulla dal momento in cui si era addor­men­tata. I dolori seguenti al parto che pre­ce­den­te­mente erano stati molto vio­lenti, non si fecero sen­tire que­sta volta.”. La donna, che era già madre di cin­que figli, mise al mondo un altro bam­bino in son­nam­bu­li­smo com­pleto in sole due ore di tra­va­glio il giorno 8 Aprile 1889.

Partorire in ipnosi ha il van­tag­gio per la madre di non pro­vare asso­lu­ta­mente nes­sun dolore, e ci sono molti ipno­ti­sti oggi che pra­ti­cano que­sta tec­nica comin­ciando dal set­timo mese, per dare tempo alla madre di appren­dere le tec­ni­che ipno­ti­che per otte­nere una buona anestesia.

Conclusioni

Se si chiede quali sono le malat­tie alle quali può essere appli­cato l’ipnotismo con la mas­sima uti­lità, la rispo­sta è la seguente: disturbi fun­zio­nali del sistema ner­voso. … Un medico arriva rara­mente a trat­tare la pol­mo­nite, il tifo, i tumori cere­brali in que­sto modo, ma certi sin­tomi appar­te­nenti a que­ste malat­tie si pos­sono pre­sen­tare, come ho già detto qui e come ha mostrato Hirt, ed essere trat­tati con suc­cesso con la sug­ge­stione. … Ho impie­gato que­sto trat­ta­mento (l’ipnosi) per circa tre anni e mezzo: tra i miei malati, a Stoccolma e in pro­vin­cia, molti sono stati trat­tati da tre anni e sono rima­sti per­fet­ta­mente guariti.

E’ vero che ci sono delle rica­dute, ma non ci sono ugual­mente per gli altri metodi impie­gati con suc­cesso? Se que­ste rica­dute si pre­sen­tano, sono impu­ta­bili piut­to­sto al carat­tere della malat­tia che al trat­ta­mento in se.

Perché vediamo delle rica­dute nell’ubriachezza? Semplicemente per­ché i bevi­tori sono espo­sti a delle grandi ten­ta­zioni. … Ho impie­gato l’ipnosi circa 60.000 volte, e non ho mai visto né sen­tito che un malato ne abbia sof­ferto in seguito. … Chiudo il mio lavoro facendo que­sto apprez­za­mento, basato sulla mia espe­rienza, e su quella di altri medici, che il trat­ta­mento ipno­tico ha un grande valore in un grande numero di casi, e che spesso è il solo mezzo di otte­nere il risul­tato desi­de­rato: la salute. Questo metodo è basato inte­ra­mente sul trat­ta­mento fisico, e i suoi effetti così facili da osser­vare pro­vano che il nostro pen­siero pos­siede una grande influenza sul nostro corpo, men­tre la volontà, ad un certo grado, è limi­tata e inat­tiva. Ecco una cosa che i medici oggi non ammet­tono affatto volen­tieri: come dice Bernheim, ci si crede capaci di spie­gare tutti i segreti della vita con leggi mec­ca­ni­che, fisi­che e chi­mi­che, senza con­si­de­rare che lo spi­rito stesso ha un influenza sull’organismo umano …”

Il tempo passa, la tec­no­lo­gia avanza, ma l’essere umano in quanto tale, segue altri ritmi, suoi pro­pri, e asso­mi­gliamo più di quanto ci piac­cia ammet­tere ai nostri ante­nati, per que­sto motivo ci asso­ciamo alle con­clu­sioni di Wettestrand, for­mu­late più di un secolo fa e che, come il con­te­nuto del libro, sono ancora attuali e appli­ca­bili ai giorni nostri.

3 Responses to “Wetterstrand — cose da fare con l’ipnosi”

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  1. roberto says:

    arti­colo molto inte­res­sante, sotto tutti gli aspetti.

    • ipnoguida says:

      La rin­gra­zio per il com­mento. Wettestrand, e molti altri autori di quel periodo, penso ad Henry Summer Munro, andreb­bero risco­perti, per­ché otte­ne­vano risul­tati ecce­zio­nali con metodi d’ipnosi che oggi sono ingiu­sta­mente caduti in discredito.

  2. Ciao Alessandro,

    come sem­pre com­pli­menti per l’articolo…

    l’unico che ho visto usare l’ipnosi tra­mite tele­fono è stato Derren Brown…comunque non fac­cio fatica a cre­dere che un sog­getto adde­strato possa farlo facilmente..

    Genna

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