Ipnosi: nuova definizione

Questa defi­ni­zione e descri­zione dell’ipnosi è l’ultima ver­sione pre­pa­rata dal comi­tato ese­cu­tivo dell’”American Psychological Association, Division of Psychological Hypnosis”, e costi­tui­sce per­tanto la defi­ni­zione uffi­ciale dell’APA.

Come si può notare, a dif­fe­renza della prima ver­sione, all’ipno­ti­sta non è asse­gnato alcun titolo oltre quello di persona/soggetto. Non c’è alcun richiamo al fatto che debba neces­sa­ria­mente essere medico, psi­co­logo o psi­chia­tra. Questa defi­ni­zione rece­pi­sce in maniera chiara ed esau­stiva il feno­meno ipno­tico come moda­lità di rap­porto comu­ni­ca­tivo tra due per­sone consenzienti.

Definizione e descri­zione dell’ipnosi della Divisione 30

L’ipnosi tipi­ca­mente richiede una intro­du­zione alla pro­ce­dura, durante la quale al sog­getto è detto che gli saranno pre­sen­tate sug­ge­stioni per espe­rienze fan­ta­siose. L’induzione ipno­tica è una sug­ge­stione ini­ziale estesa per l’uso della pro­pria imma­gi­na­zione, e può con­te­nere ulte­riori ela­bo­ra­zioni dell’introduzione. Una pro­ce­dura ipno­tica è uti­liz­zata per pro­muo­vere e valu­tare le rispo­ste alle sug­ge­stioni. Quando si uti­lizza l’ipnosi, una per­sona (il sog­getto) è gui­dato da un altro (l’ipnotista) per rispon­dere alle sug­ge­stioni di modi­fica all’esperienza sog­get­tiva, alle alte­ra­zioni della per­ce­zione, sen­sa­zione, emo­zione, pen­siero o com­por­ta­mento. Le per­sone pos­sono anche impa­rare l’auto­ipnosi, che è l’atto di som­mi­ni­strare a se stessi le pro­ce­dure ipno­ti­che. Se il sog­getto risponde alle sug­ge­stioni ipno­ti­che, se ne deduce gene­ral­mente che l’ipnosi è stata indotta. Molti cre­dono che le rispo­ste e le espe­rienze ipno­ti­che sono carat­te­ri­sti­che di uno stato ipno­tico. Mentre alcuni riten­gono che non è neces­sa­rio uti­liz­zare la parola “ipnosi” come parte dell’induzione ipno­tica, altri lo vedono come essenziale.

I det­ta­gli delle pro­ce­dure ipno­ti­che e delle sug­ge­stioni saranno diversi a seconda degli obiet­tivi del pro­fes­sio­ni­sta e delle fina­lità della ricerca cli­nica o delle fina­lità della ricerca. Le pro­ce­dure tra­di­zio­nal­mente impli­cano sug­ge­stioni di rilas­sa­mento, seb­bene il rilas­sa­mento non sia neces­sa­rio per l’ipnosi, e una grande varietà di sug­ge­stioni pos­sano essere usate incluse quelle di diven­tare più attenti. Suggestioni che per­met­tono l’estensione dell’ipnosi di essere valu­tata con­fron­tando le rispo­ste su scale stan­dar­diz­zate pos­sono essere uti­liz­zate sia in ambiente cli­nico che di ricerca. Mentre la mag­gior parte degli indi­vi­dui sono respon­sivi ad almeno qual­che sug­ge­stione, i pun­teggi sulle scale stan­dar­diz­zate variano da alto a tra­scu­ra­bile. Tradizionalmente, i pun­teggi sono rag­grup­pati nelle cate­go­rie: basso, medio, alto. Come avviene con altre scale di misura posi­tive di costrutti psi­co­lo­gici come atten­zione e per­ce­zione, la rile­vanza della prova di avere otte­nuto l’ipnosi, cre­sce con i pun­teggi individuali.

(Questa defi­ni­zione e descri­zione dell’ipnosi è stata pre­pa­rata dal Comitato ese­cu­tivo della American Psychological Association, Division of Psychological Hypnosis. Permesso di ripro­durre il pre­sente docu­mento è libe­ra­mente con­cesso.)

http://​www​.apa​.org/​d​i​v​i​s​i​o​n​s​/​d​i​v​3​0​/​d​e​f​i​n​e​_​h​y​p​n​o​s​i​s​.​h​tml

3 Responses to “Ipnosi: nuova definizione”

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  1. Ciao,

    in Italia se usi l’ipnosii per fare “coa­ching e con­su­lenza” è legale…mentre se lo fai ed dichiari aper­ta­mente (lo scrivi in fat­tura;-)) che stai facendo una tera­pia che serve a curare…è illegale.

    Quello pos­sono scri­verlo solo i medici e gli psi­co­te­ra­peuti (nean­che gli psi­co­logi pos­sono farlo senza una specializzazione)

    Genna

    Ps. ovvia­mente la vera dif­fe­renza è quello che “scrivi in fattura” ;-))

  2. Alex says:

    Tradizionalmente, i pun­teggi sono rag­grup­pati nelle cate­go­rie: basso, medio, alto. ”

    I pun­teggi si rife­ri­scono alla sug­ge­stio­na­bi­lità di una per­sona prima di entrare in uno stato ipno­tico o dopo eserci entrato? Teoricamente, anche con sog­getti poco sug­ge­stio­na­bili si può arri­vare allo stesso grado di “pro­fon­dità” rispetto a sog­getti facil­mente sug­ge­stio­na­bili, no? Immagino che poi si pos­sono comun­que rile­vare dif­fe­renti strut­ture dell’inconscio, che in qual­che modo si col­le­gano alle abi­tu­dini intel­let­tive coscienti.

    • ipnoguida says:

      I pun­teggi si rife­ri­scono sia alla valu­ta­zione della capa­cità di una per­sona di entrare in uno stato di trance (ipno­tiz­za­bi­lità, e in que­sto caso si rife­ri­scono test di sug­ge­stio­na­bi­lità ipno­stica), sia alla valu­ta­zione dello stato di trance spe­ri­men­tato durante una seduta. La sug­ge­stio­na­bi­lità non è rela­zio­nata alla pro­fon­dità della trance: sog­getti per nulla sug­ge­stio­na­bili hanno alte valu­ta­zioni dello stato ditrance e vice­versa, sog­getti con basso pun­teg­gio hanno una sug­ge­stio­na­bi­lità molto accen­tuata.
      Per quanto mi riguarda i gradi di ipnosi sono UNO: il sog­getto è in ipnosi o non lo è: se lo è segue le sug­ge­stioni, altri­menti no, indu­pen­den­te­mente dalle valu­ta­zione di qua­lun­que scala di sgge­stio­na­bi­lità.
      Pochi ipno­ti­sti hanno resi­stito alla ten­ta­zione di for­mu­lare scale di sug­ge­stio­na­bi­lità, ma su que­sto ho in gesta­zione un arti­colo da molto tempo.

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